Insieme a giugno, sono arrivati anche gli esami. Anche se con mascherine e distanza sociale per gli studenti delle superiori, o da remoto per i ragazzi di terza media. Lo studio, l’ansia, i bigliettini e le distrazioni sono compagni fedeli della preparazione alla grande prova. Oggi, come quando Gianni Rodari era studente.

Certo voi non siete scolari distratti, com’ eravamo noi, ai tempi nostri, molto prima che si stampasse il calendario dell’anno in cui siete nati. A noi succedeva di dimenticare il calendario. Quando ci veniva in mente di gettare un’occhiata da quella parte, per carità: eccoci a maggio, ecco le pagelle, le votazioni del trimestre, gli esami. E giù, da un giorno all’altro, a studiare come disperati, a riempirci le tasche di fogliettini con le date della storia, i porti d’Italia, le penisole dell’Asia, i monti dell’America, i nomi dei principali invertebrati, le ‘regole’ per misurare perimetri, superfici e volumi…
Mi piacerebbe trovare uno di quei fogliettini, averne conservato almeno uno, da fotografare e pubblicare qui per farvi ridere. Perché voi, certamente, avete studiato un po’ tutti i giorni, quindi adesso non avete bisogno di impazzire sui libri, di farvi venire la febbre sui quaderni e di asciugarvi il sudore con le carte assorbenti.
Ah, quegli ultimi terribili giorni di scuola. Ogni giorno si perdeva un mezzo chilo di peso. Ogni giorno alcune migliaia di globuli rossi emigravano dal nostro sangue, in cerca di fortuna, e noi diventavamo pallidi come il gesso, striminziti come matite, coi nasi a punta peggio dei pennini.
Ma voi certamente non avete bisogno di dimagrire adesso per eccesso di fatica: voi avete diviso il lavoro con intelligenza, prudenza e un tantino di furberia, da ottobre a maggio: siete in pari, siete furbi, fortunati voi. Vi voglio rilasciare, così sui due piedi, il presente:

DIPLOMA AL MERITO

La Società degli Amici dei Compiti in Classe e a Domicilio rilascia il presente diploma allo scolare (e qui mettete il vostro nome) il quale ha studiato dal primo giorno di scuola, sconfiggendo vittoriosamente gli assalti della pigrizia, le tentazioni del calcio, della televisione, delle figurine, del gioco di guardie e ladri; esempio a tutti di risparmio delle proprie energie, di ordine scolastico e domestico, di libri senza orecchie e di quaderni senza macchie.
Un diploma simile, purtroppo, io non lo avrei meritato. Ma voi lo meritate tutti, dal primo all’ultimo… Ma, proprio tutti?

Pubblicato originalmente ne “Il Pioniere”, numero 19, 10/5/1959

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