Historia magistra vitae, la Storia è maestra di vita, scriveva Cicerone. Per questo motivo ogni anno si ricordano gli avvenimenti importanti della nostra Storia, da cui imparare o da non ripetere mai più. E di certo la Storia ci dice che dal nazismo non bisogna proprio prendere esempio. È anzi doveroso ricordare tutte quelle persone che hanno lottato contro questa terribile macchina di distruzione, quelle che sono morte, che hanno sofferto. In un mondo che ancora trasuda di guerre, massacri, discriminazioni, è bene fare memoria delle atrocità accadute in un passato non troppo remoto per non ripeterle più.

Anche Gianni Rodari ha qualcosa da dirci…

Nella primavera del 1941 le truppe della Germania occupavano la Grecia, entravano in Atene e innalzavano sul Partenone – il più illustre monumento dell’l’antichità classica – la bandiera di Hitler. Al centro di quella bandiera spiccava la “svastica”: una croce uncinata nera  che pareva un ragno, e che poca gente in Europa poteva guardare senza orrore.

Qualche giorno dopo un patriota greco, Manolis Glezos, sorprendendo la vigilanza delle sentinelle naziste, saliva sul Partenone, strappava dalla vetta del tempio la bandiera tedesca e innalzava al suo posto la bandiera biancoceleste della sua patria. Migliaia di Ateniesi, quella mattina, alzarono gli occhi pieni di speranza: la bandiera sul Partenone, per loro, per tutti i patrioti, significava una promessa  di futura vittoria. Con quella luce negli occhi i greci si batterono per la libertà della loro terra e, al termine di lunghe sofferenze, videro la vergognosa ritirata dei loro oppressori.

Passarono gli anni. Manolis Glezos era diventato un giornalista apprezzato e influente. Come si era battuto contro i nazisti, si batteva adesso per i diritti dei lavoratori, per una Grecia più moderna, patria di tutti i greci, e non solo degli amici del governo.

C’era chi non poteva tollerare l’opposizione di Glezos: il quale, agli occhi del popolo, era lui stesso diventato una bandiera, di patriottismo e di giustizia. Fu imbastita contro di lui un’accusa infame: denunciato come spia e come traditore della sua patria, l’uomo che aveva innalzato la bandiera greca sul Partenone strappandone  il segno dei nazisti, venne arrestato e deportato in un campo di concentramento .

Oggi Manolis Glezos è in carcere. Per i suoi nemici è un traditore. Per il popolo greco è ancora il patriota di ieri e di sempre, è “l’uomo della bandiera”. Gli amici greci ci chiedono di far conoscere a tutti la sua storia, perché da ogni parte del mondo si levino voci e forze a impedire che Glezos sia condannato  a morte ingiustamente. Ecco perché vi ho parlato dell’uomo della bandiera”.

Pubblicato ne “Il Pioniere”, n° 24 del 14 giugno 1959

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