«Niente l’avrebbe trattenuta dal mordere la mano che le impediva di parlare al suo uomo, se non fosse stato il sentimento di un dovere più alto: quello di non compromettere con un gesto inconsulto la meravigliosa lotta dei sepolti vivi e delle loro donne, la lotta di tutti»

I sepolti vivi: dal giornalismo di Rodari al graphic novel

Una grande forza della produzione di Rodari è che funge spesso da fertile terreno da cui si generano nuove forme di fantasia.

È quello che succede con I sepolti vivi, una storia illustrata a fumetti che prende vita da un articolo del 1952 del maestro che parlava di lotta sindacale e partecipazione politica durante la ricostruzione, quando Rodari era un giovane giornalista di partito.

Il progetto nasce dall’idea dello storico Ciro Saltarelli che ha individuato l’articolo sulla rivista ‘Vie nuove’ e dalla mano dell’illustratrice Silvia Rocchi, che l’ha trasformato in un avvincente graphic novel. Gad Lerner ne ha firmato la prefazione.

Rodari raccontava sulla rivista la storia umana e politica di Ernesto e Maria, legata allo sciopero dei minatori «sepolti vivi» dopo le lettere di licenziamento inviate dall’azienda Montecatini che colpirono più di 800 lavoratori. L’azienda venne occupata nel maggio del 1952 e nella miniera di zolfo di Cabernardi e Percozzone, in provincia di Ancona per 40 giorni più di 300 minatori rimasero a 500 metri di profondità per difendere il loro posto di lavoro. Dalla cronaca rodariana del 1952 emergono valori, temi e problemi attuali anche per i giovani di oggi.

Nonostante in quegli anni il Partito Comunista osteggiasse fortemente la diffusione del fumetto, Rodari lo riteneva, invece, un mezzo privilegiato per comunicare idee complesse, uno strumento di divulgazione e educazione politica. E oggi le parole dello scrittore trovano finalmente espressione nella narrazione per immagini con I sepolti vivi, che vuole restituire a un pubblico il più ampio possibile, di giovani e adulti, un pezzo importante della nostra storia.

 

Ed ecco chi ha voluto ridare voce e colore a questa vicenda a partire dagli articoli di Gianni Rodari:

SILVIA ROCCHI è nata a Pisa nel 1986 e vive a Bologna. A partire dal 2012 ha pubblicato le sue opere a fumetti con i maggiori editori italiani specializzati. Collabora come illustratrice con riviste, associazioni, giornali. Ha vinto prestigiosi premi. Il suo sito è www.silviarocchi.com.

CIRO SALTARELLI è nato a Urbino nel 1985, si è laureato in Storia all’Università di Bologna. Insegna filosofia e storia negli istituti superiori e scrive saggi storici e di didattica della storia. Conduce ricerche, corsi di formazione per docenti e sperimentazioni didattiche sull’utilizzo del fumetto nel processo di apprendimento per i diversi gradi scolastici.

 

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