Il giornalino “Il Pioniere” è stato fondato nel 1950 da Dina Rinaldi e Gianni Rodari, il quale ne è stato direttore fino alla chiusura, nel 1970. Fra un numero e l’altro, Rodari ha lasciato il suo zampino, intrufolandosi tra gli articoli e le rubriche con le sue parole.

Gli articoli di Gianni Rodari nel giornale “Il Pioniere”

Nato a Roma nel 1950, “Il Pioniere” è stato per lunghi anni un riferimento per la formazione, l’intrattenimento e il dialogo dei ragazzi. Giornalino di area progressista, edito dall’Associazione Pionieri d’Italia (Api), è diventato poi un inserto de “L’unità” e successivamente di “Noi donne”. Le avventure di Chiodino, Cipollino e Stenderello sono state sempre, però, il filo conduttore del giornale, puntando a dare ai ragazzi un’educazione progressista attraverso i personaggi e le storie dei fumetti.

Tra un disegno e l’altro non potevano certamente mancare rubriche e articoli di approfondimento su temi di attualità e di cultura. Dai viaggi dell’uomo nello spazio alle curiosità sugli animali, dai cruciverba alla rubrica sul significato delle parole. Un pieno di cultura in mezzo al divertimento, senza mai perdere di vista la realtà.

“L’angolo di Gianni Rodari”: una finestra sul presente

Dal numero 39 del 5 ottobre 1958, vicino agli articoli e alle lettere della sezione “Ufficio postale”, si trova la rubrica di Gianni Rodari. Si tratta di uno spazio, anzi, di un angolo tutto pieno delle parole di Rodari, che non sono molte, ma bastano per dialogare con i giovani lettori del giornale. Ogni settimana, l’angolo di Gianni Rodari presenta fatti di cronaca, notizie di attualità, tematiche importanti per i più giovani e per la loro crescita, in modo da far avvicinare i ragazzi alla realtà che li circonda. Vengono invitati a riflettere su ciò che accade attorno a loro, a prendere posizione, a interessarsi dei problemi del mondo e renderli problemi loro. Sono spinti a dire la loro e a farsi sentire.
Non propone soluzioni, Rodari, nei suoi articoli. Propone spunti di riflessione e di azione, si rivolge ai ragazzi mettendoli in guardia dalle falsità, dalle ingiustizie, dalle malattie morali del loro e di ogni tempo. Fino ai primi numeri del 1960 Gianni Rodari continuerà a dare il suo contributo attraverso questa rubrica. Se capitasse anche a noi di prendere in mano alcuni dei suoi interventi, ci accorgeremo che non molto è cambiato dagli anni ‘60 ad oggi: la discriminazione razziale, il divario tra ricchi e poveri, la dipendenza dalla televisione, l’accessibilità alla cultura sono solo alcuni dei temi trattati da Rodari e che ci coinvolgono ancora nel dibattito quotidiano.

Riflessioni che hanno ancora molto da dire

Ormai sono passati quasi cinquant’anni da quando il giornale “Il Pioniere” ha chiuso i battenti. Ma i suoi articoli e le sue rubriche non sono andate perdute. Durante il 2015 Carlo Zaia ha raccolto e digitalizzato tutti i 935 numeri del giornale usciti nei vent’anni di attività, presenti nel sito de “Il Pioniere”. In questo modo nulla è andato perduto, nessuna parola cancellata. Così anche noi abbiamo la possibilità di leggere gli articoli di Gianni Rodari che, nati sulla carta, continuano a dirci molto ancora oggi in formato digitale.

E tra le opportunità che apre questo centenario rodariano ecco anche quella di risentire la sua voce attraverso le parole della sua rubrica. Abbiamo selezionato per tutti i suoi lettori di ieri e di oggi gli interventi più incisivi, più attuali, più calzanti alla nostra attualità e qui ve li proponiamo. Perché questi articoli, come tutte le sue storie, hanno ancora molto di buono da dire.

Ve li proporremo durante questi 12 mesi che portano al 23 ottobre 2020, un po’ alla volta. Ecco il primo, che parla di… futuro!

Buonissima lettura.

3 pensieri su “Che bello riscoprire le parole di Rodari

  1. Elisabetta Wilkens dice:

    Nata nel 1946 ho da subito , anche se non sapevo leggere , avuto la fortuna di sfogliare il “Pioniere” per una madre molto attenta alla mia educazione. Addirittura possiedo la prima edizione del ” Libro delle filastrocche” di Gianni Rodari edito da Toscana Nuova con la prefazione di Davide Lajolo ( Ulisse) che purtroppo non è in buone condizioni ma che conservo gelosamente.

  2. Giovanni Pelessoni dice:

    Sono nato nel 1943, il 1° maggio Festa del Lavoro, e ho avuto la possibilità, per ragioni anagrafiche, la possibilità di leggere Il Pioniere sin dal suo primo numero, avendo pure ricevuto dalla sua redazione la tessera di Poeta avendo inviato, a quel giornalino, un mio semplicissimo componimento di bambino. Che dire su questa mia attività di letture de Il Pioniere, se non che, con le rubriche che si trattavano, ciò ha influito, e non poco sulla mia formazione come persona.

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